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PROFILO DEL VINO

LACRYMA CHRISTI DEL VESUVIO ROSSO DOC

Dal nome prestigioso e dall’origine leggendaria, ottenuto dal vitigno Piedirosso, coltivato nell’area Vesuviana ricca di cenere. La natura sanguigna del territorio, catturata in bottiglia, si esprime nel tempo anche dopo un lungo invecchiamento.

DENOMINAZIONE
Lacryma Christi del Vesuvio DOC Rosso

VITIGNO
Piedirosso 100%

VIGNETO E TERRENO
L’area del Vesuviano è caratterizzata da suoli vulcanici, sciolti, molto ricchi in minerali e ben drenati. L’esposizione è principalmente a Sud-Est su un’altitudine di 170 m s.l.m. La densità d’impianto è di cica 2.500 ceppi/ettaro e i sistemi di allevamento sono la raggiera e la spalliera con potatura a guyot.

ETA’ DEL VIGNETO
10 anni

PERIODO E SISTEMA DI RACCOLTA
Metà ottobre, raccolta manuale.

VINIFICAZIONE E AFFINAMENTO
Vinificazione classica in rosso in serbatoi di acciaio a temperatura controllata e affinamento in bottiglia per almeno un mese.

FORMATI SPECIALI

0,375 lt

CARATTERI SENSORIALI

IL COLORE
Rosso rubino
IL PROFUMO
In evidenza aromi di marasca e prugna, cui si aggiungono note speziate di pepe e chiodi di garofano e sensazioni minerali.
IL SAPORE
Caldo, di grande struttura e morbidezza, dotato di tannini fini, ripropone al gusto le note fruttate e speziate.

ABBINAMENTI
Antipasti

  • Zuppe di legumi, salumi, formaggi freschi e stagionati.

Primi piatti

  • Paste o polente con sughi di carne, funghi e tartufi.

Secondi piatti

  • Carni rosse elaborate, pesce spada cotto alla griglia.

 

ATTITUDINE ALL’INVECCHIAMENTO
20 anni e oltre
TEMPERATURA DI SERVIZIO
18 °C

 

 

 

LA TENUTA

La Denominazione di Origine Controllata Vesuvio, riconosciuta nel 1983, fa riferimento all’ampia fascia che si sviluppa alle pendici del vulcano, zona di straordinario fascino paesaggistico.
Il vino Lacryma Christi ha denominazione antica, che si perde nella leggenda. Il nome si deve ad un mito da sempre tramandato. Si narra che il Signore, riconoscendo nel Golfo di Napoli un lembo di cielo strappato da Lucifero durante la caduta verso gl’inferi, pianse e laddove caddero le lacrime divine sorse la vite del Lacryma Christi.
Storicamente il vino, già famoso presso gli antichi Romani, deve la sua fama e il nome ai monaci che, a partire dal Medioevo, per secoli lo produssero stillando la lacrima dalle uve raccolte nelle vigne vesuviane.
La storia della regione Campania, la Campania Felix dell’epoca romana, deve la sua feracità al Vesuvio, dio e demonio di questa terra, per la sua attitudine ad alimentare la vita e ad un tempo a distruggerla.
La presenza del Vesuvio ha avuto influenza determinante sulla ricchezza mineralogica dell’intera area, e di conseguenza sui frutti della terra. L’influenza del mar Tirreno e del complesso vulcanico, l’orografia del territorio e l’esposizione prevalente dei vigneti, localizzati in zone particolarmente vocate alla coltivazione della vite, concorrono a determinare un ambiente adeguatamente ventilato, luminoso, favorevole all’espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive dei vitigni autoctoni, in particolare il Piedirosso e la Coda di Volpe o Caprettone.

Il terroir

Suolo: Vulcanico, sciolto, molto ricco in minerali, ben drenato
Vitigni: Piedirosso e Coda di Volpe
Densità di impianto (ceppi/ha): 2,500
Sistema di allevamento: raggiera e spalliera con potatura a guyot.
Esposizione: in prevalenza Sud-Est
Altitudine: in media 170 m s.l.m.

CLASSICI